«In me non c'è che futuro...»

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seconda edizione in ristampa

IL LIBRO:                                                                                                                                
Testi di Patrizia Bonifazio, Davide Cadeddu, Beniamino de' Liguori Carino, Michele Fasano, Marco Maffioletti, Michele Menna, Marco Peroni, Alberto Saibene, Renato Rozzi, Francesco Novara  

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All’antologia delle voci giovani seguono, in coda al volume, un inedito di Francesco Novara e una testimonianza di Renato Rozzi. Novara traccia una sintetica e «drammatica» storia del lavoro che ci permette di collocare la visione olivettiana in una prospettiva storica molto ampia. Rozzi, a mo’ d’introduzione al testo di Novara, traccia il profilo della profonda relazione umana che si stabilì tra Francesco Novara e Adriano Olivetti, per dimostrarne la continuità ideale, nel pensiero e nella prassi, in un tacito mandato che si definì in modo spontaneo e costruito insieme, nel tempo e in profondità. All’omaggio a Francesco Novara nel volume introduttivo al film, si aggiunge l’intento di unire la voce dei maestri, a quella dei giovani, per ricomporre le aspirazioni degli uni con l’esempio degli altri. Un filo che da Adriano Olivetti, tramite loro, giunge fino a noi.

Caratteristiche generali:
Formato: 14x20, brossura filo
Pagine libro: 175
Prefazione: Laura Olivetti

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IL DVD:

Disco 1:                                                                                                                                              «In me non c'è che futuro...», 144 min., digitale, colore e b/n, stereo, 2011, regia: Michele Fasano
La prima parte del film, Alle origini di un modello (72 min.), pone attenzione alla poliedrica quantità di fonti di ispirazione di Adriano Olivetti e alla radice paterna delle sue attenzioni plurali, il che fa del padre Camillo, per il figlio Adriano, l’accesso diretto non solo ad una disciplina e ad una metodologia professionale, ma anche ad un atteggiamento tipico degli ambienti più avanzati della ricerca politico sociale del socialismo riformista degli inizi del secolo XX, da cui Adriano di certo prende avvio (da Turati e Prampolini, frequentazioni del padre, fino a Salvemini, Rosselli, Gobetti, amici di Adriano). Accanto alla descrizione delle origini della “idea olivettiana”, man mano si chiarisce la complessità del “modello olivettiano”, nella sua concretezza e compiutezza, per coglierne il nesso con le cause remote. Nella prima parte del film si parla del seme e del germoglio.
La seconda parte del film, Il modello comunitario concreto (72 min.), completa il quadro tramite un intreccio analogo a quello della prima parte. Qui, però, si alternano la descrizione del pensiero politico più ampio e del progetto costituzionale federalista di Adriano Olivetti, affascinato intanto dal Personalismo di Maritain e Mouneir, con la descrizione della fase matura del modello comunitario applicato nella fabbrica di Ivrea. In tal modo si offrono quelle suggestioni che permettono allo spettatore di intendere la visione dello Stato Democratico che aveva in animo Adriano Olivetti. Si comprende come, arrivando da lontano, nella fabbrica trovarono concreta realizzazione esemplare dinamiche politico-sociali che intendevano essere applicabili su più ampia scala, in definitiva, ad uno Stato Italiano che altrimenti non avrebbe potuto essere definito davvero democratico. Come dire, nella seconda parte del film si parla delle diverse fioriture derivanti dal seme originario... e dei loro frutti, purtroppo non colti, se non nella piccola grande enclave olivettiana.
Disco 2:  Testimonianze di Alfredo Galasso, Enrico Loccioni, Francesco Novara, Guido Sarchielli, Giuseppe Varchetta, Stefano Zamagni
Abbinamento editoriale indivisibile
ISBN: 978-88-902519-1-7
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